lunedì 3 ottobre 2011

29 anni



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Ho 29 anni
e finalmente dimostro la mia età, se non di più.
E' una bella faccia? anche se non più da ragazzino...
Sembra più grassa. E sì, i capelli
non sono più riccioluti. Ho il naso grosso?
Le labbra sono le stesse.
E gli occhi, ah gli occhi diventano sempre più belli.
29 anni e senza moglie, né figli; senza figli dispiace,
ma c'è ancora un mucchio di tempo.
No, non faccio più il coglione.
E per questo che mi devo sentir dai cosiddetti amici:
"Sei cambiato. Eri così matto, così divertente."
Non sono tanto a loro agio con me quando sono serio.
Si guardino Zelig.
29; ho conosciuto milioni di persone;
fantastico per certi versi, terribile per altri.
Ricordo il mio 28° compleanno, quando gridai:
"Pensare che potrei andare avanti per altri 28 anni!"
Non mi sento così quest'anno.
Sento che voglio essere saggio, coi capelli bianchi, in una biblioteca alta
in una poltrona fonda accanto al camino.
Un altro anno in cui non ho concluso niente.
8 anni adesso che non cocludo niente!
Ho smesso di concludere!
Ma ogni tanto dico ancora qualche bugia,
ancora senza vergogna e tuttavia mi vergogno quando capita
che devo chiedere soldi.
29 anni e un pugno di dure divertenti brutte tristi favolose
canzoni
- il mondo mi deve un milione di dollari.

Credo di aver avuto 29 anni abbastanza strani.
E non è stato a causa mia, non di certo.
Mai una scelta fra due strade; se ci fossero state,
senza dubbio le avrei scelte entrambe.
Mi piace pensare che sia stato il caso a portarmi.
La chiave di tutto, forse, è in una mia sfacciata dichiarazione:
"Sono un buon esempio dell'esistenza di una cosa chiamata anima."
Amo la musica perché mi fa amare
e regala vita.
E di tutti i fuochi che muoiono in me,
ce n'è uno che brucia come il sole;
può darsi che non illumini la mia vita privata,
le mie relazioni con le persone,
o il mio successo nella società,
ma mi dice che la mia anima ha un'ombra.


Gregory Corso - Writ On The Eve Of My 32nd Birthday (traduzione e adattamento di Francesco Zicari)


Soundtrack:

Brad Mehldau - Blame It on My Youth (Levant-Heyman)

Lucio Battisti - Abbracciala Abbracciali Abbracciati (Mogol-Battisti)

sabato 1 ottobre 2011

Lovin' the alien



Trovare il partner perfetto è un po' come cercare la vita nell'universo. Va da sè che, se credete ancora di essere un quadrifoglio in un campo di papaveri avete tutte le ragioni per credere che siamo soli, nell'universo si intende. Eppurtuttavia se avete abbandonato ogni presunzione di geocentrismo e Galileo è il vostro idolo indiscusso, dovrete ammettere che è praticamente ovvio che esistano altre forme di vita. E non perchè a dirlo è Marco Castoldi (anche se mi fido più di lui che di Margherita Hack, sarà colpa del look). Pensateci, nel cosmo milioni di galassie, in ogni galassia milioni di stelle, attorno alle stelle milioni di pianeti, e noi dovremmo essere gli unici sfigati dell'iperspazio? Se così fosse dovremmo accettare l'idea che Fonzie è la creatura più figa dell'universo, Berlusconi il miglior presidente degli ultimi 40 miliardi di anni e Roccone Siffredi l'uomo più dotato nel raggio di chissà quanti anni-luce. Da ciò si deduce, evidentemente, che gli alieni esistono. Magari non telefonano più a casa (oggi usano la chattina di facebook), ma esistono, quantomeno per la statistica. Rimane da capire, statisticamente, che probabilità abbiamo di venire in contatto con loro, un particolare non da poco.

Per prima cosa una forma di vita deve essere "giustamente evoluta", non troppo poco, altrimenti non è in grado di trovarci prim'ancora di comprenderci (difficile per un fungo guidare un'astronave), nè troppo, altrimenti non ha alcun interesse a comunicare con noi (difficile che Zichichi abbia un giorno voglia di parlare con una medusa). Il giusto. Poi deve essere sufficientemente vicina nello spazio da poterci raggiungere, deve avere la tecnologia per farlo (dato che noi abbiamo ancora i razzi che vanno a nafta) e deve poterlo fare in tempi ragionevoli, prima cioè che il nostro pianeta vada definitivamente a puttane (e non manca poi tanto). Infine deve elaborare un linguaggio col quale comunicare con noi, che sia un segno, un suono o un segnale radio (col rischio che becchino Radio DJ e non ci rivolgano più la parola per l'eternità). Ebbene secondo voi quanto è probabile che tutti questi presupposti si verifichino simultaneamente? E' evidente che, se è quasi certo che gli alieni esistano, è quasi certo che non li troveremo mai, o non ci troveranno mai, in pratica non ci troveremo mai. E siamo al punto di partenza. Eppure, con la stessa pervicacia con cui giochiamo interi capitali al lotto, con lo stesso dispendio inutile di risorse, con la stessa incoscienza con cui corriamo come pazzi in auto, con la stessa intima fiducia nel caso benevolo, lanciamo missili con improbabili messaggi criptati, puntiamo radiotelescopi a casaccio nell'etere, e aspettiamo, alla faccia della statistica. Ora dobbiamo solo capire cosa ci spinge ad essere così dementi, ed esserne così contenti.

giovedì 29 settembre 2011

"Non escludo il ritorno"



La statistica è una scienza strana. Strana perchè osa studiare "il caso" - ciò che di più antiscientifico si possa concepire - eppure scienza giacchè, stranamente, riesce a suo modo ad essere una disciplina che definiremmo con buona approssimazione esatta. E' grazie a lei, per esempio, che oggi sappiamo che crepare su un volo di linea (sì, anche Ryanair) è decisamente più difficile che schiantarsi sulla Salerno-Reggio Calabria (soprattutto se si guida una Fiat), o che beccare un terno al lotto (anche se ce lo dà la nonna in sogno) è probabile quanto assistere alla reincarnazione di S. Gennaro (perchè a liquefare il sangue siamo capaci tutti). Eppure l'uomo medio continua a trovare il top del relax a 200 km/h, al volante della sua Alfa 156 (almeno chi ce l'ha), e un singolare appagamento nel dilapidare, con gioia proporzionale alla puntata, i quattro soldi che gli sono rimasti - l'Alfa si sa che beve - cercando in questo modo la fortuna laddove è pressocchè sicuro di non trovarla. E' vero, chi non risica non rosica, ma nessuno sottolinea che su 1000 che risicano solo uno rosicherà e gli altri 999... pazienza. Non lo dico io, beninteso, è la statistica. E allora, non potendo far di meglio, prendiamocela col monopolio di stato, che è pur sempre consolante, e pure con l'Alfa Romeo e con S. Gennaro. E andiamo avanti così, col nostro gregge espiatorio. Tanto la politica insegna che la conoscenza non scalfisce la convinzione: a parte qualcuno che da oggi andrà a fare la spesa in jet (e giocherà solo al gratta e vinci, come se cambiasse qualcosa), gli altri, nonostante il diabete, continueranno a mangiar cannuoli e a usare i dolcificanti light nel caffè con la stessa fiera e incrollabile incoerenza che li ha sempre animati. Alla fine ci piace così.

sabato 17 settembre 2011

Qualcuno scopa (i 69 motivi del sesso)


(foto di Larry Clarke)

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Qualcuno scopa per fare la pace
Qualcuno scopa per fare un dispetto
Qualcuno scopa per dimenticare
Qualcuno scopa per ricordare i vecchi tempi
Qualcuno scopa per fare del male
Qualcuno scopa per farsi del male
Qualcuno scopa perchè non sa fare altro
Qualcuno scopa perchè "e quanno me ricapita"
Qualcuno scopa perchè almeno una volta a settimana...
Qualcuno scopa per soldi
Qualcuno scopa perchè almeno il sesso è gratis
Qualcuno scopa per sentirsi uomo
Qualcuno scopa per sentirsi giovane
Qualcuno scopa perchè ha scoperto il viagra
Qualcuno scopa perchè ha fatto una scommessa
Qualcuno scopa perchè ha perso una scommessa
Qualcuno scopa perchè è il suo unico scopo
Qualcuno scopa perchè non può farne a meno
Qualcuno scopa per tenerti contento
Qualcuno scopa perchè "è lei che mi ha costretto"
Qualcuno scopa perchè "ero tanto confusa e tu non mi davi attenzioni"
Qualcuno scopa per sfogare la rabbia
Qualcuno scopa perchè siamo in vacanza
Qualcuno scopa perchè non ha i soldi per la vacanza
Qualcuno scopa perchè "quì fa proprio caldo..eh?"
Qualcuno scopa perchè "quì finalmente non ho più freddo"
Qualcuno scopa perchè è terapeutico e antistress
Qualcuno scopa perchè finalmente stasera non ha mal di testa
Qualcuno scopa perchè "facciamo finta che sia tutto ok"
Qualcuno scopa perchè "ok va tutto a rotoli... ma a letto ancora..."
Qualcuno scopa per battere il record personale
Qualcuno scopa per raccontarlo dopo
Qualcuno scopa perchè è la prima volta
Qualcuno scopa perchè è un perverso
Qualcuno scopa per fare un figlio
Qualcuno scopa perchè i figli finalmente dormono
Qualcuno scopa perchè è la prima notte di nozze
Qualcuno scopa perchè è l'ultima notte prima delle nozze
Qualcuno scopa per avere l'orgasmo
Qualcuno scopa perchè "prima o poi scoprirò l'orgasmo"
Qualcuno scopa per trovare il punto G
Qualcuno scopa perchè "'ndo cojo cojo"
Qualcuno scopa per sentirsi amato
Qualcuno scopa perchè "ringraziando il cielo è solo sesso"
Qualcuno scopa perchè ti vuole incastrare
Qualcuno scopa perchè ti vuole castrare
Qualcuno scopa perchè "ho perso la testa"
Qualcuno scopa perchè era ubriaco
Qualcuno scopa per farsi sentire dai vicini
Qualcuno scopa perchè sente i vicini scopare
Qualcuno scopa perchè "stasera non c'è niente in tv"
Qualcuno scopa perchè s'è rotta la tv
Qualcuno scopa per avere le coccole dopo
Qualcuno scopa perchè non ama i preliminari prima
Qualcuno scopa per combattere l'insonnia
Qualcuno scopa perchè magari così trovo quello giusto
Qualcuno scopa perchè "famolo strano"
Qualcuno scopa perchè "non l'avemo mai fatto coi Perlggemm?"
Qualcuno scopa per approfondire la conoscenza
Qualcuno scopa per evitare il dialogo
Qualcuno scopa perchè è l'anniversario
Qualcuno scopa per dirsi addio
Qualcuno scopa per sdebitarsi
Qualcuno scopa perchè ha un trombamico
Qualcuno scopa perchè "credevo fosse amore"
Qualcuno scopa perchè invece era un calesse
Qualcuno scopa perchè "ne avevo proprio bisogno"
Qualcuno scopa perchè crede nell'amore libero

Qualcuno scopa perchè "se me levate pure quello..."


Soundtrack:

Gorny Kramer - Donna (Rava-Bollani-Fresu-Gatto)

Jane Birkin e Serge Gainsbourg - Je t’aime, moi non plus

Un grazie speciale a Valentina Bottini per l'amichevole collaborazione ;)

mercoledì 14 settembre 2011

Il grande bluff



La gente è strana. Vuole essere felice ma fa di tutto per non esserlo. Dice di cercare le virtù e in realtà è attratta dai vizi. Dice di cercare l'affetto e in realtà è attratta dall'indifferenza. Dice di cercare la sintonia e in realtà è attratta dal suo opposto. Dice di cercare la comprensione e in realtà si tiene in vita grazie al coflitto. Dice di cercare il dialogo e in realtà non parla nè vuole ascoltare. Dice di cercare la profondità e in realtà finisce con lo scegliere l'inconsistenza. Dice di cercare la sincerità e in realtà ama essere presa in giro. Dice di cercare la fiducia e in realtà pretende la gelosia. Dice di voler essere felice e in realtà cerca solo di appagare un desiderio, placare una paura, uscire da un vicolo che sembra ormai cieco, trovare un nuovo riferimento che le dia sicurezza, o l'illusione della stessa, tanto è uguale. Non vuole star bene, ma crede così di star meno male. Se la gente volesse effettivamente quel che dice di volere, gli unici infelici sarebbero gli stronzi. Invece, mi pare, che accade spesso l'esatto contrario.

Come dite? Io cosa voglio? L'Arte e l'Amore, sono queste le uniche due cose che mi importano davvero della vita. Ed è in realtà una, giacchè l'una è espressione dell'altra, e tutt'e due sono espressione dell'anima che si riflette in quelle altrui. Chi mi conosce sa che non è retorica la mia, anche perchè una vita così è, evidentemente, tutta a mio svantaggio. Per questo forse tutti mi ammirano. Per questo forse sono ancora, di nuovo, solo.





sabato 14 maggio 2011

Il Costo dell'Amore



Se Monicelli si è buttato è stato perchè era uno che non ci stava. Fosse stato anche sano, prima o poi si sarebbe buttato lo stesso, perchè era un intellettuale, e gli intellettuali soffrono nel constatare che le foto che hanno scattato più di mezzo secolo fa sono ancora tremendamente attuali, o peggio che la realtà di oggi appare forse più corrotta di quelle foto sbiadite. I grandi artisti sono attuali loro malgrado, perchè tanto meglio ritraggono l'uomo, tanto più si vedrà che in esso non è cambiato nulla. Geniale, e frustrante. Guardatevi questi dieci minuti. E' solo l'incipit di un film girato più di 60 anni fa. Qualcosa che non dovrebbe più riguardare l'oggi. Eppure oggi, forse più di ieri, nell'epoca del bunga-bunga, devi avere la fortuna (o una fortuna, in alternativa) di trovare qualcuno che ti ami a buon mercato. E' la tassa sui sentimenti, e se soldi non ne hai, pazienza, ti butteranno via e ti pignoreranno l'anima.



lunedì 9 maggio 2011

Santo ma non tanto - antefatto



Lettera di don Vitaliano Della Sala a Giovanni Paolo II
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Avrei voluto scriverti quando eri in vita, ma ero sicuro che una mia lettera si sarebbe fermata tra le mani di qualche tuo solerte collaboratore. Oggi forse potrai finalmente leggermi [...] Ho ammirato il tuo coraggio nel difendere i poveri e la pace. Ma mi dispiace che non ti faranno “beato” per questo. Aggiungeranno il tuo nome all’elenco delle migliaia di uomini e donne che tu, forse esagerando, hai canonizzato, spesso solo per motivi politici e di marketing. I potenti sfileranno ipocritamente, come nei giorni dei tuoi funerali, accanto alla tua bara muta[...]

Ti hanno definito “il grande” e forse è vero, ma sarei ipocrita se mi accodassi a tutti quelli che stanno straparlando bene di te, perché così conviene. [...] Tu non sei stato un falso profeta, ma uno che ha saputo dire con coraggio quello che pensava. Eppure, sotto il tuo lungo pontificato, è stato tolto a tanti cattolici il diritto di parlare: hai giustamente combattuto il comunismo illiberale che avevi subito nella tua Polonia, ma hai voluto una Chiesa che rispecchia molto quel regime oppressivo!


È strano, ti hanno sempre applaudito ipocritamente i potenti, dopo che tu li avevi bacchettati; e i giovani, che realisticamente usano gli anticoncezionali, ti hanno sempre acclamato dopo i tuoi discorsi di chiusura in campo morale, continuando senza eccessivi scrupoli di coscienza a disobbedirti. Attorno a te c’è stata, e c’è ancora, una specie di isteria collettiva [...] ma la Chiesa, a pochi anni dalla conclusione della tua esperienza terrena, appare sempre più simile a un set cinematografico: la facciata delle case bella che invece nasconde il vuoto. Ti dico questo perché ti voglio bene e voglio bene alla nostra Chiesa, voglio il bene della Chiesa, e il volere bene esclude l’ipocrisia e l’ossequio vile.

Qualcuno dovrebbe raccontare alle folle plaudenti riunite a Roma per la tua “beatificazione”, le contraddizioni del tuo pontificato, la tua visione tradizionalista della Chiesa, il tradimento nei confronti del Concilio Vaticano II e del laicato; il tuo esserti circondato di collaboratori reazionari, [...] l’accentramento di potere nelle tue mani [...]; qualcuno dovrebbe spiegare ai rappresentanti delle altre religioni la tua idea di ecumenismo come riconoscimento dell’unica verità posseduta esclusivamente dalla Chiesa cattolica; qualcuno dovrebbe spiegarci [...] perché non hai mai detto che ogni guerra, la guerra in sé è ingiusta; qualcuno dovrebbe dirci che hai sbagliato clamorosamente strategia quando hai contribuito a far crollare i regimi comunisti dell’est europeo [...]


Non avveniva da secoli che nella Chiesa ci fosse tanto terrore ad esternare le proprie idee. In questi ultimi anni, si sono rafforzati i tratti di una Chiesa intollerante, arrogante, inumana, che parla di diritti dell’uomo all’esterno, ma non li rispetta al suo interno. Hai dichiarato un numero elevatissimo di santi, ma al tempo stesso hai ignorato l’inquisizione attuata nei confronti di teologi e sacerdoti. I nuovi santi, strumentalizzati politicamente e commercialmente con spese ingenti e conseguenti profitti per la Curia, sono soprattutto pie suore e fondatori di ordini religiosi che spesso di “eroico” non hanno nulla, per non parlare delle canonizzazioni ambigue di persone complici di regimi disumani. Invece uomini e donne che si sono distinti, per il loro pensiero critico e per la loro energica volontà di riforma, sono stati trattati con metodi da Inquisizione .

Qualcuno dovrebbe raccogliere i frammenti di storia di tutti i provvedimenti disciplinari [...]quei sacerdoti, teologi e religiosi che hanno adottato un approccio molto più ampio e flessibile nel trattare la delicata questione dei rapporti tra annuncio evangelico, strutture religiose, contesti storico-sociali e norme morali. Un tentativo di difendere la visione della Chiesa come istituzione [...] tutta tesa a tradurre il messaggio rivoluzionario del Vangelo in norme morali e giuridiche. [...] Nel Vangelo c’è una parabola nella quale Gesù paragona la Chiesa a un granello di senape, il più piccolo tra semi che però diventa un albero frondoso, “e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra” [...] Una Chiesa inclusiva, che non emargina, non usa la pesante scure del giudizio su nessuno, una “Chiesa degli esclusi e non dell’esclusione”. [...] Non verrò a Roma per la tua “beatificazione”, e sono certo che tu, ora, non ti arrabbierai per quello che ti ho scritto [...] Sicuramente, invece, si arrabbieranno tanti altri; ma non importa, da te ho imparato che bisogna sempre dire e amare “lo splendore della verità”.


integrale sul sito di MicroMega

giovedì 5 maggio 2011

Capelloni & capelloni

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Dio ci aiuti tutti, siamo in un paese di acconciature
Come riusciremo a sopravvivere in un paese di acconciature?
"non siamo operai, costruttori di navi o di auto
ma facciamo la nostra bella figura
ciondolando fuori dai bar"

Faresti meglio a
non invecchiare in un paese di acconciature
altrimenti finiresti
emarginato
Nessun punto di vista nel paese delle acconciature
E' la moda l'unica legge nel paese delle acconciature

Onore a voi, a tutti voi bellimbusti trendy
Onore a voi, che siete così fottutamente cool


Bada a quel che dici, cerca di essere credibile,
ma serebbe meglio non sorridere
Non muoverti troppo in fretta,
rischi di rovinare la messa in piega
Devi bere
il drink giusto nel paese delle acconciature
e faresti bene a
fare attenzione a ciò che pensi
Nessun punto di vista nel paese delle acconciature
E' la moda l'unica legge nel paese delle acconciature


Crediti:

Pierpaolo Pasolini - "Contro i capelli lunghi" (da Scritti Corsari, 1973 - Garzanti) - libero adattamento e riduzione di Francesco Zicari

Roger Taylor - "A Nation of Haircuts" (da Electric Fire, 1998 - Parlophone)


martedì 3 maggio 2011

Mi sa che abbiamo ucciso quello sbagliato...


Bin Laden è morto, l'hanno fatto fuori gli americani. Probabilmente il capro espiatorio cominciava ad essere inutile, se non scomodo. Obama è contento, gli americani pure. Qualche poveretto, figlio delle persone morte nel crollo delle Torri Gemelle, esulta, si sente vendicato. Gli vogliamo lasciare questo sentimento, legittimo, consolatorio. Tanto si disse su quell'attentato, forse troppo. Così tanto che all'epoca chi sosteneva la tesi dell'attacco dall'interno fu bollato come "il solito complottista". Oggi l'argomento torna d'attualità, ma sembra che non sia cambiato niente. Oggi, forse, rileggere certi passaggi dà loro un senso più compiuto, più comprensibile. Si possono ammazzare migliaia di persone per legittimare, davanti all'opinione pubblica, una guerra che, come tutte le guerre, ha un movente esclusivamente economico, politico, di controllo delle risorse? Il sentimento di paura e di vendetta è il volano più efficiente, in questi casi, basta creare i presupposti affinchè maturi. Sarà la gente a trascinare a quel punto, e la politica ad assecondare (o a fare finta di). Vale la pena, se avete una mezz'oretta da spendere, di rivedere questo documento. Cari amici americani, c'è poco da stare allegri.


domenica 1 maggio 2011

Scene (oscene) da un matrimonio - Prima Parte

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"William e Kate hanno detto sì." Eh e a me che me frega? "Come?! hanno detto sì!" eh dovevano dire no?! voglio vedere se lei diceva no, chiamala fessa... e comunque è sempre la solita storia, lo sfarzo, i pettegolezzi, ebbasta, non se ne può più. Menomale che sulla terra c'è rimasto qualcuno tosto che scrive canzoni di protesta "sono senza patrimonio, sono contro il matrimonio"... ah! s'è sposato pure lui.... e quando scusa? la settimana scorsa.... ah quindi non c'è rimasto nessuno... vabè sapete che c'è allora? lo dico io:

Odio i matrimoni, specie quelli degli sconosciuti. Dice "Ma come, è la figlia di zio Gino". E chi cazzo è zio Gino? poi vieni a sapere che è uno zio di tuo padre che hai visto na volta da lontano 17 anni fa ad un battesimo. E però ci devi andare, eh ti ha invitato. Perchè non si può declinare l'invito? E no, se no poi zio Gino s'offende. Che tu dici "ma io con zio Gino non c'ho mai parlato, meno di così che mi deve fà, non mi invita al funerale? eh capirai che dispettone!". E invece no, ti tocca dire sì pure a te, come William.

Odio le "cerimonie intime". 450 invitati. Tanto sotto il muro dei 500 puoi sempre dì che è na cerimonia intima. E già perchè quando ci si sposa si invitano tutti, ma proprio tutti i parenti, fino al quarto grado sicuro. E poi gli amici e gli amici degli amici, e ora anche gli amici di Facebook, tanto tutto fa numero. Pure gli ex, che quel giorno fanno di nuovo parte della famiglia. Almeno loro tireranno un sospiro di sollievo.

Odio gli abiti da cerimonia. E sì, perchè non ci vorrai andare mica con quel vecchio vestito che hai nell'armadio?! Che tu dici "Ma quale vecchio, il vestito l'ho comprato il mese scorso, per n'altro matrimonio. Messo una volta, una." E il problema è proprio quello, che ci sei andato a n'altro matrimonio. E non vorrai mica che gli altri si accorgano che ci vai con lo stesso abito, penseranno che se
i un pezzente, che non c'hai na lira. Che poi è vero, però insomma vediamo di non farlo sapere in giro possibilmente.

Odio il regalo di nozze. Che uno pensa "mo me ne esco co na cagata", no! c'è la lista nozze! cioè gli sposi si so' già comprati quello che gli pareva a loro, e l'hanno pagato coi soldi tuoi. Ovviamente hanno anticipato, pensa che gentili, tu devi solo andare al negozio e rimetterceli. Oppure puoi fare la busta, cioè prendi na busta da lettere, ci infili dentro un po' di quattrini e, stile INPS, e gliela rifili. Anzi toh ti do la tessera bancomat direttamente, il codice è 135 135 e fai che cazzo vuoi.

ASPETTANDO GODOT

Odio il giro dei saluti in chiesa. Perchè metà delle gente lì dentro mi sta sui coglioni (ma solo perchè l'altra metà non ho la più pallida idea di chi sia). Mi raccomando, sorridi, fingi entusiasmo, e soprattutto fa finta di conoscere tutti! in un modo o nell'altro sono tuoi parenti, ricordatelo, e gli altri comunque lo diventeranno a breve. Bello, siccome ne avevo pochi... sto a fa' n'affare.

Odio la passerella delle donne. Arrivano in chiesa manco fossero a na sfilata di Dolce e Gabbana. E poi te le senti "Come sei elegante cara", tanto è na frase che va sempre bene, sia quando pensi "quel vestito sembra fatto di merda secca" che quando pensi "quella lurida puttana ha l'abito più bello del mio". Ormai i furti conviene farli nelle chiese, dice per gli ori sacri, no durante in matrimoni, è un po' come svaligiare 10 boutique in una botta sola. Per il ladri è una manna dal cielo.

Odio attendere la sposa. Cazzo mettete a fare ore 10 sull'invito se poi si comincia sempre a mezzogiorno?. Vedi, è che le tradizioni sono le tradizioni, magari possono essere un po' idiote, ma è quello il bello della tradizione, una stronzata che uno fa solo perchè l'ha fatta uno prima di lui. La sposa ad esempio si sa che si fa attendere, si sa. E io si sa che mi romperò i coglioni, che ne parliamo a fare?!

Odio gli abiti nunziali. Guardare lui che riesce a sentirsi figo anche conciato in quel modo, un po' alla Camillo Benso Conte di Cavour, un po' alla Al Capone in vacanza, un po' alla metre di quarta categoria. Un abito che tralatro non metterà mai più, perchè con quel vestito sarebbe ridicolo in qualsiasi altra circostanza della vita. E vogliamo parlare di lei? che ha speso 5 mila euro per sembrare Barbie Raperonzolo. Beh volevi il matrimonio da fiaba? quella sempre na fiaba è no?!

Odio le conversioni improvvise. Lei, mai andata a na messa, ha però sempre sognato il matrimonio in chiesa, con l'abito bianco e il velo e i fiori, magari anche senza prete, però i fiori cazzo ci devono stare. Lui, prima d'ora sapeva solo che Cristo era una imprecazione, e quindi, dopo un corso accelleratissimo di catechesi prematrimoniale, quest'oggi fa battesimo, comunione, cresima e matrimonio nello stesso giorno. Che poi fare tutto assieme conviene pure, ti togli il pensiero na volta per tutte e ti danno anche l'estrema unzione in omaggio, così te la trovi fatta pure quella, 'nze sa mai.

LA COMPAGNIA DELL'ANELLO

Odio il fotografo matrimonialista. L'uomo dal gusto più tremendo del pianeta terra. Le pose più innaturali stai tranquillo che le sa tutte. Lui è un vero professionista, lavora in squadra. Appena arriva la sposa si accendono 4 fari alogeni, spuntano 3 cameramen 4 fotografi e due tecnici del suono che tu dici "ah allora è tutto finto, stanno girando un film". No, è la sposa ci tiene che sia immortalato tutto, dal primo all'ultimo istante. E per questo paga questi uomini-ombra affinchè seguano gli invitati pure quando vanno al cesso. Vorrei pisciare un attimo, se gentilmente può spegnere se no non mi viene grazie.

Odio la funzione. Un'ora e venti di ritrito predicozzo sull'amore, "io prendo te, tu prendi me", "beccate st'anello", le mamme degli sposi che piangono, i testimoni che soffrono (un'inculata fare il testimone, perchè là davanti ti becchi tutto il calore dei faretti, e devi pure fare finta che ti interessi)... ma c'è lì dentro qualcuno che la sta a seguì sta manfrina? No perchè vedi gente che chiacchiera, ridacchia, alcuni borbottano sottovoce la formazione dell'Inter tanto dice sembrerà un rosario alla madonna. Boh.

Odio il bacio degli sposi. L'unico momento che sembra destare un attimo la platea. Essì il momento soft-core non se lo vuole perdere nessuno. Ma perchè io sposo dovrei baciare mia moglie davanti a un prete, 3 telecamere e 450 invitati, che è il Grande Fratello? Devo dimostrare davanti a Dio di non essere ricchione?
Che poi alcuni, così quasi a sfregio, lo fanno con la lingua in evidenza, come a dire "tiè, mo è mia moglie e posso trombarmela pure sull'altare".

Odio il lancio del riso. Cioè, normalmente se esco di casa e trovo uno che mi butta del riso negli occhi gli do un calcio nelle palle non gli dico certo "oh grazie, mi sarà di buon auspicio". Ma quando ci si sposa è bello anche farsi male da subito. Così ti abitui magari. Che poi poverini non mi hanno fatto niente sti cristi. E invece vedo che c'è gente che non lancia il riso dolcemente dal basso verso l'alto, stile coriandolo, ma lo spara con violenza dall'altro verso il basso, stile schiacciata di Mila e Shiro. E questa abbiate pazienza è vendetta, non è augurio.

Odio il lancio delle colombe. Essì dopo il vegetale per par condicio c'è l'animale. Che pena poi ste bestie chiuse nelle scatole come fossero sardine vive, non è che solo perchè oggi stiamo soffrendo noi devono soffrire pure loro eh. Ma alla fine vengono liberate, mentre gli sposi si sono appena inguaiati nel sacro vincolo loro volano libere felici.
Ti fanno quasi invidia. Che poi na volta ho chiesto a uno "ma ora che fine fanno, si suicidano in bocca ai randagi, si trasformano in piccioni?" dice "no, tornano, fanno altri matrimoni", essì c'hanno il contratto a tempo indeterminato, almeno loro.

....continua....


domenica 17 aprile 2011

Eutanasì, Eutananò - Atto III




La Chiesa domina le coscienze (e pure le finanze, aggiungerei). La politica si allea con la chiesa. La politica ottiene il consenso di quelle coscienze. Non è difficile arrivarci. Il guaio è che non è più come cinquanta anni fa. Si sono accorti dall'alto che i referendum sono diventati strumenti troppo pericolosi, e troppo democratici, pensate che hanno già introdotto il divorzio e reso legale l'aborto, chissà cosa succederebbe con l'eutanasia, quì c'è il rischio che ci scappi il morto nel vero senso della parola. E non sia mai che alla fine diventiamo un paese realmente liberale. Meglio quindi che a decidere siano loro, i mille pregiudicati di Palazzo, che dopo aver ignorato il problema per decenni, davanti ai casi Welby ed Englaro che voi tutti ricorderete non hanno più potuto fare finta di niente.

E quindi due anni fa si è cominciato a parlare di testamento biologico: il DAT – Dichiarazione anticipata di trattamento - tranquilli non è una patente per il suicidio (così non spaventiamo troppo i pro-life), ma una carta in cui scrivo preventivamente "se mi succede questo, voglio queste cure e non voglio queste altre", una cosa semplice. Dopo 2 anni, un tempo ragionevole per un decreto, urgente per sua definizione, il ddl è passato dal Senato alla Camera, e lì si è fermato di nuovo, giustamente ha dovuto dare la precedenza ai provvedimenti ad personam sulla giustizia (al solito Mr. B. prima tutto). Ma state tranquilli, tanto questo ddl, ammesso che passi un giorno, è la solita porcata all'italiana. Veronesi, l'oncologo ex-ministro favorevole agli inceneritori, come a dire un pompiere favorevole agli incendi, ne ha già approfittato, dichiarando "meglio non averla una legge che averne una così", un'altra posizione che gli fa onore. E perchè? di che si tratta? tanto per cominciare il DAT vale solo in forma scritta di proprio pugno, o al più firmata, quindi è bene farlo a 6 anni, appena impari a scrivere, perchè se ti decidi tardi, quando non puoi più scrivere perchè ovviamente ti sei ammalato, e magari giri un testamento video come questo quì che vi ho postato, dove chiaramente sei tu ad esprimere le tue volontà , beh non vale (quindi questo signore per esempio è fottuto).



Ma ammettiamo che glielo diano per buono, il filmato, il ddl dice che il medico, qualora lo ritenesse opportuno, può sbattersene del DAT e fare quello che gli pare. Basta non accendere il videoregistratore. Ma c'è di più, perchè se dobbiamo farla la legge la dobbiamo fare bene. E quindi se avessimo la sfiga di trovare un medico che decidessse di attenersi al DAT, questi dovrà comunque somministrare cure per alleviare le sofferenze al malato, e uno dice: sacrosanto, solo che insieme alla terapia del dolore, cura "paliativa" sarebbe anche la nutrizione e l'idratazione artificiale. Come a dire che dar da bere e da mangiare artificialmente a uno che non può più (e che magari non vuole più) non serve a tenere in vita la persona, inutilmente in una malattia a termine, e quindi a prolungarne la sofferenza, ma a darle viceversa un "sollievo", non si capisce poi in che modo. Per questo dal DAT queste terapie non possono essere escluse, e quindi il signore di prima che dice "voglio vivere finchè riesco a mangiare con la mia bocca" è fottuto uguale, costretto a vivere contro la sua volontà perchè alimentato da altri. Mi piace riprendere la vicenda di Gesù Cristo, che in un certo senso rappresenta il primo suicidio assistito della storia, beh vi ricordate quando i soldati gli davano da bere in croce affinchè non morisse troppo presto? non erano cattivi, trattavasi in realtà di trattamento paliativo ante-litteram.


venerdì 15 aprile 2011

Eutanasì, Eutananò - Atto II



Parlare del "suicidio assistito", cioè di quando qualcuno, perchè gliel'hai chiesto tu, ti aiuta a toglierti la vita, è un po' problematico giacchè da noi non s'è capito ancora se parliamo di un merito o di un reato, ovvero se chi ti aiuta è un benefattore o un assassino, differenza non da poco direi. Gesù Cristo 2000 anni fa chiese al suo migliore amico "senti, non è che mi daresti una mano a farmi crocifiggere che dopo c'avrei un lavoretto da fare...", beh il povero Giuda non l'avesse mai fatto, sta ancora scontando la sua pena essendo diventato per i posteri il traditore per antonomasia. Gli hanno pure fatto sparire il suo vangelo. Insomma non se ne esce, il giudizio è già stato dato.

Anche se ti ammali di una quelle malattie terribili, sì quelle che danno sofferenze atroci, che ti riducono ad un vegetale, in questo paese prima di poter crepare serenamente la regola vigente è che devi soffrire il più a lungo possibile, fino alla fine, fine che tra l'altro facciamo di tutto affinchè non arrivi. Ma gli italiani si sa che sono un po' masochisti. E quì attenzione non parliamo più di eutanasia attiva, ma semplicemente di lasciar fare alla Natura. Ma la quantità della vita ha più valore della qualità, così ha deciso qualcuno, ora non mi chiedete chi. Lo chiamano accanimento terapeutico, o "salvaguardia del valore vita", insomma una roba per dire "vita a tutti i costi", purchè ci sia qualcosa che si muova, un battito del cuore, un rivolo di sangue, uno spasmetto muscolare, ci accontentiamo di tutto, e se non si muove più niente no problem, ci pensiamo noi a tenere in moto la macchina, perchè ormai di quella si tratta, non più di una persona; ecco tutto questo si chiama deontologia, o saga dei morti viventi.

La Chiesa ovviamente giustifica: se Dio c'ha dato la vita è lui che ce la deve togliere, ma mi spiegate come cazzo fa se noi siamo i primi che gli mettiamo i bastoni fra le ruote? Diventa complicato persino per lui. E per giunta tale violenza contro la natura non è espressione della nostra volontà, ma dei dettami di una presunta morale, che poi in Italia inevitabilmente si traduce in legge dello Stato, anche per chi in quella morale non crede. Sarebbe bello se ognuno potesse definire il suo senso di ciò che è la vita, se si potesse dire "lasciatemi morire in pace quando il mio corpo ha deciso di morire". Un modo per delegare a Gesù Cristo (o a Madre Nature, fate vobis) il diritto di staccarmi la spina. Un modo per essere un po' più cristiani e un po' meno cattolici, mettiamola così.

martedì 12 aprile 2011

Eutanasì, Eutananò - Atto I



Sapete, io non è che abbia così tanta paura della morte, la mia paura è di essere un giorno costretto alla vita. Diritto alla vita e diritto alla morte, in un paese civile dovrebbero essere la stessa cosa. Per fregare una battuta di Guzzanti diremmo "noi siamo pro-life, ma pure pro-after-life". Si sa che non scegliamo di venire al mondo, di chiunque sia la colpa, di una cicogna, di una "intensa unione amorosa", di una scopata in un autogrill o di un profilattico rotto, ormai ci siamo, e già questo non è molto democratico. Ci lasciassero quindi almeno il diritto di levarci dalle palle, eventualmente, qualora lo volessimo. Monicelli, a 95 anni, malato, si butta di notte dal balcone di un ospedale, mi suscita stima, ma mi fa pure pena, perchè se uno come Monicelli è costretto ad affermare di nascosto, come l'ultimo dei delinquenti il suo diritto alla morte, vuol dire che il nostro è un paese di merda. Non solo per questo, anche.

In Italia se provi ad ammazzarti e ci riesci sei un suicida, un debole, e forse pure un egoista; poco importa allo Stato se spesso, in fin dei conti, è colpa sua, dato che ti ha tolto il diritto di lavorare, di curarti come vuoi, di scegliere; il loro risarcimento è un bel servizio su Studio Aperto (più una sorta di punizione postuma). La Chiesa dal canto suo fino a non molto tempo fa non ti celebrava neanche il funerale (ammesso che da morto te ne importi qualcosa) perchè come insegna il catechismo confessarsi "dopo il fatto" è davvero cosa assai difficile. Poveraccio e pure peccatore. Tutto sommato sei un privilegiato. Che te frega, alla fine sei morto, direbbe Totò.

Ma se ti butti di sotto e non muori so' cazzi, finisce che c'è sempre qualcuno che ti salva; deve, altrimenti commette un reato e mettono in galera lui al posto tuo (in California mettono in galera pure te, a essere precisi, così la prossima volta impari). O magari è solo egoista, il tuo "salvatore", e la sua volontà sulla tua vita diventa più importante della tua. E' comunque una fortuna mi dirai, magari volando nel vuoto c'avevi ripensato. Magari no. Ecco perchè conviene buttarsi di notte, Monicelli, che fesso non era, ste cose le sapeva.