
Parlare del "suicidio assistito", cioè di quando qualcuno, perchè gliel'hai chiesto tu, ti aiuta a toglierti la vita, è un po' problematico giacchè da noi non s'è capito ancora se parliamo di un merito o di un reato, ovvero se chi ti aiuta è un benefattore o un assassino, differenza non da poco direi. Gesù Cristo 2000 anni fa chiese al suo migliore amico "senti, non è che mi daresti una mano a farmi crocifiggere che dopo c'avrei un lavoretto da fare...", beh il povero Giuda non l'avesse mai fatto, sta ancora scontando la sua pena essendo diventato per i posteri il traditore per antonomasia. Gli hanno pure fatto sparire il suo vangelo. Insomma non se ne esce, il giudizio è già stato dato.
Anche se ti ammali di una quelle malattie terribili, sì quelle che danno sofferenze atroci, che ti riducono ad un vegetale, in questo paese prima di poter crepare serenamente la regola vigente è che devi soffrire il più a lungo possibile, fino alla fine, fine che tra l'altro facciamo di tutto affinchè non arrivi. Ma gli italiani si sa che sono un po' masochisti. E quì attenzione non parliamo più di eutanasia attiva, ma semplicemente di lasciar fare alla Natura. Ma la quantità della vita ha più valore della qualità, così ha deciso qualcuno, ora non mi chiedete chi. Lo chiamano accanimento terapeutico, o "salvaguardia del valore vita", insomma una roba per dire "vita a tutti i costi", purchè ci sia qualcosa che si muova, un battito del cuore, un rivolo di sangue, uno spasmetto muscolare, ci accontentiamo di tutto, e se non si muove più niente no problem, ci pensiamo noi a tenere in moto la macchina, perchè ormai di quella si tratta, non più di una persona; ecco tutto questo si chiama deontologia, o saga dei morti viventi.
La Chiesa ovviamente giustifica: se Dio c'ha dato la vita è lui che ce la deve togliere, ma mi spiegate come cazzo fa se noi siamo i primi che gli mettiamo i bastoni fra le ruote? Diventa complicato persino per lui. E per giunta tale violenza contro la natura non è espressione della nostra volontà, ma dei dettami di una presunta morale, che poi in Italia inevitabilmente si traduce in legge dello Stato, anche per chi in quella morale non crede. Sarebbe bello se ognuno potesse definire il suo senso di ciò che è la vita, se si potesse dire "lasciatemi morire in pace quando il mio corpo ha deciso di morire". Un modo per delegare a Gesù Cristo (o a Madre Nature, fate vobis) il diritto di staccarmi la spina. Un modo per essere un po' più cristiani e un po' meno cattolici, mettiamola così.
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