giovedì 29 settembre 2011

"Non escludo il ritorno"



La statistica è una scienza strana. Strana perchè osa studiare "il caso" - ciò che di più antiscientifico si possa concepire - eppure scienza giacchè, stranamente, riesce a suo modo ad essere una disciplina che definiremmo con buona approssimazione esatta. E' grazie a lei, per esempio, che oggi sappiamo che crepare su un volo di linea (sì, anche Ryanair) è decisamente più difficile che schiantarsi sulla Salerno-Reggio Calabria (soprattutto se si guida una Fiat), o che beccare un terno al lotto (anche se ce lo dà la nonna in sogno) è probabile quanto assistere alla reincarnazione di S. Gennaro (perchè a liquefare il sangue siamo capaci tutti). Eppure l'uomo medio continua a trovare il top del relax a 200 km/h, al volante della sua Alfa 156 (almeno chi ce l'ha), e un singolare appagamento nel dilapidare, con gioia proporzionale alla puntata, i quattro soldi che gli sono rimasti - l'Alfa si sa che beve - cercando in questo modo la fortuna laddove è pressocchè sicuro di non trovarla. E' vero, chi non risica non rosica, ma nessuno sottolinea che su 1000 che risicano solo uno rosicherà e gli altri 999... pazienza. Non lo dico io, beninteso, è la statistica. E allora, non potendo far di meglio, prendiamocela col monopolio di stato, che è pur sempre consolante, e pure con l'Alfa Romeo e con S. Gennaro. E andiamo avanti così, col nostro gregge espiatorio. Tanto la politica insegna che la conoscenza non scalfisce la convinzione: a parte qualcuno che da oggi andrà a fare la spesa in jet (e giocherà solo al gratta e vinci, come se cambiasse qualcosa), gli altri, nonostante il diabete, continueranno a mangiar cannuoli e a usare i dolcificanti light nel caffè con la stessa fiera e incrollabile incoerenza che li ha sempre animati. Alla fine ci piace così.

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