sabato 14 maggio 2011

Il Costo dell'Amore



Se Monicelli si è buttato è stato perchè era uno che non ci stava. Fosse stato anche sano, prima o poi si sarebbe buttato lo stesso, perchè era un intellettuale, e gli intellettuali soffrono nel constatare che le foto che hanno scattato più di mezzo secolo fa sono ancora tremendamente attuali, o peggio che la realtà di oggi appare forse più corrotta di quelle foto sbiadite. I grandi artisti sono attuali loro malgrado, perchè tanto meglio ritraggono l'uomo, tanto più si vedrà che in esso non è cambiato nulla. Geniale, e frustrante. Guardatevi questi dieci minuti. E' solo l'incipit di un film girato più di 60 anni fa. Qualcosa che non dovrebbe più riguardare l'oggi. Eppure oggi, forse più di ieri, nell'epoca del bunga-bunga, devi avere la fortuna (o una fortuna, in alternativa) di trovare qualcuno che ti ami a buon mercato. E' la tassa sui sentimenti, e se soldi non ne hai, pazienza, ti butteranno via e ti pignoreranno l'anima.



lunedì 9 maggio 2011

Santo ma non tanto - antefatto



Lettera di don Vitaliano Della Sala a Giovanni Paolo II
________________________
► ASCOLTA ► ► ►______________________________
_____________________
Avrei voluto scriverti quando eri in vita, ma ero sicuro che una mia lettera si sarebbe fermata tra le mani di qualche tuo solerte collaboratore. Oggi forse potrai finalmente leggermi [...] Ho ammirato il tuo coraggio nel difendere i poveri e la pace. Ma mi dispiace che non ti faranno “beato” per questo. Aggiungeranno il tuo nome all’elenco delle migliaia di uomini e donne che tu, forse esagerando, hai canonizzato, spesso solo per motivi politici e di marketing. I potenti sfileranno ipocritamente, come nei giorni dei tuoi funerali, accanto alla tua bara muta[...]

Ti hanno definito “il grande” e forse è vero, ma sarei ipocrita se mi accodassi a tutti quelli che stanno straparlando bene di te, perché così conviene. [...] Tu non sei stato un falso profeta, ma uno che ha saputo dire con coraggio quello che pensava. Eppure, sotto il tuo lungo pontificato, è stato tolto a tanti cattolici il diritto di parlare: hai giustamente combattuto il comunismo illiberale che avevi subito nella tua Polonia, ma hai voluto una Chiesa che rispecchia molto quel regime oppressivo!


È strano, ti hanno sempre applaudito ipocritamente i potenti, dopo che tu li avevi bacchettati; e i giovani, che realisticamente usano gli anticoncezionali, ti hanno sempre acclamato dopo i tuoi discorsi di chiusura in campo morale, continuando senza eccessivi scrupoli di coscienza a disobbedirti. Attorno a te c’è stata, e c’è ancora, una specie di isteria collettiva [...] ma la Chiesa, a pochi anni dalla conclusione della tua esperienza terrena, appare sempre più simile a un set cinematografico: la facciata delle case bella che invece nasconde il vuoto. Ti dico questo perché ti voglio bene e voglio bene alla nostra Chiesa, voglio il bene della Chiesa, e il volere bene esclude l’ipocrisia e l’ossequio vile.

Qualcuno dovrebbe raccontare alle folle plaudenti riunite a Roma per la tua “beatificazione”, le contraddizioni del tuo pontificato, la tua visione tradizionalista della Chiesa, il tradimento nei confronti del Concilio Vaticano II e del laicato; il tuo esserti circondato di collaboratori reazionari, [...] l’accentramento di potere nelle tue mani [...]; qualcuno dovrebbe spiegare ai rappresentanti delle altre religioni la tua idea di ecumenismo come riconoscimento dell’unica verità posseduta esclusivamente dalla Chiesa cattolica; qualcuno dovrebbe spiegarci [...] perché non hai mai detto che ogni guerra, la guerra in sé è ingiusta; qualcuno dovrebbe dirci che hai sbagliato clamorosamente strategia quando hai contribuito a far crollare i regimi comunisti dell’est europeo [...]


Non avveniva da secoli che nella Chiesa ci fosse tanto terrore ad esternare le proprie idee. In questi ultimi anni, si sono rafforzati i tratti di una Chiesa intollerante, arrogante, inumana, che parla di diritti dell’uomo all’esterno, ma non li rispetta al suo interno. Hai dichiarato un numero elevatissimo di santi, ma al tempo stesso hai ignorato l’inquisizione attuata nei confronti di teologi e sacerdoti. I nuovi santi, strumentalizzati politicamente e commercialmente con spese ingenti e conseguenti profitti per la Curia, sono soprattutto pie suore e fondatori di ordini religiosi che spesso di “eroico” non hanno nulla, per non parlare delle canonizzazioni ambigue di persone complici di regimi disumani. Invece uomini e donne che si sono distinti, per il loro pensiero critico e per la loro energica volontà di riforma, sono stati trattati con metodi da Inquisizione .

Qualcuno dovrebbe raccogliere i frammenti di storia di tutti i provvedimenti disciplinari [...]quei sacerdoti, teologi e religiosi che hanno adottato un approccio molto più ampio e flessibile nel trattare la delicata questione dei rapporti tra annuncio evangelico, strutture religiose, contesti storico-sociali e norme morali. Un tentativo di difendere la visione della Chiesa come istituzione [...] tutta tesa a tradurre il messaggio rivoluzionario del Vangelo in norme morali e giuridiche. [...] Nel Vangelo c’è una parabola nella quale Gesù paragona la Chiesa a un granello di senape, il più piccolo tra semi che però diventa un albero frondoso, “e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra” [...] Una Chiesa inclusiva, che non emargina, non usa la pesante scure del giudizio su nessuno, una “Chiesa degli esclusi e non dell’esclusione”. [...] Non verrò a Roma per la tua “beatificazione”, e sono certo che tu, ora, non ti arrabbierai per quello che ti ho scritto [...] Sicuramente, invece, si arrabbieranno tanti altri; ma non importa, da te ho imparato che bisogna sempre dire e amare “lo splendore della verità”.


integrale sul sito di MicroMega

giovedì 5 maggio 2011

Capelloni & capelloni

________________________
► ASCOLTA ► ► ► _______________________________



Dio ci aiuti tutti, siamo in un paese di acconciature
Come riusciremo a sopravvivere in un paese di acconciature?
"non siamo operai, costruttori di navi o di auto
ma facciamo la nostra bella figura
ciondolando fuori dai bar"

Faresti meglio a
non invecchiare in un paese di acconciature
altrimenti finiresti
emarginato
Nessun punto di vista nel paese delle acconciature
E' la moda l'unica legge nel paese delle acconciature

Onore a voi, a tutti voi bellimbusti trendy
Onore a voi, che siete così fottutamente cool


Bada a quel che dici, cerca di essere credibile,
ma serebbe meglio non sorridere
Non muoverti troppo in fretta,
rischi di rovinare la messa in piega
Devi bere
il drink giusto nel paese delle acconciature
e faresti bene a
fare attenzione a ciò che pensi
Nessun punto di vista nel paese delle acconciature
E' la moda l'unica legge nel paese delle acconciature


Crediti:

Pierpaolo Pasolini - "Contro i capelli lunghi" (da Scritti Corsari, 1973 - Garzanti) - libero adattamento e riduzione di Francesco Zicari

Roger Taylor - "A Nation of Haircuts" (da Electric Fire, 1998 - Parlophone)


martedì 3 maggio 2011

Mi sa che abbiamo ucciso quello sbagliato...


Bin Laden è morto, l'hanno fatto fuori gli americani. Probabilmente il capro espiatorio cominciava ad essere inutile, se non scomodo. Obama è contento, gli americani pure. Qualche poveretto, figlio delle persone morte nel crollo delle Torri Gemelle, esulta, si sente vendicato. Gli vogliamo lasciare questo sentimento, legittimo, consolatorio. Tanto si disse su quell'attentato, forse troppo. Così tanto che all'epoca chi sosteneva la tesi dell'attacco dall'interno fu bollato come "il solito complottista". Oggi l'argomento torna d'attualità, ma sembra che non sia cambiato niente. Oggi, forse, rileggere certi passaggi dà loro un senso più compiuto, più comprensibile. Si possono ammazzare migliaia di persone per legittimare, davanti all'opinione pubblica, una guerra che, come tutte le guerre, ha un movente esclusivamente economico, politico, di controllo delle risorse? Il sentimento di paura e di vendetta è il volano più efficiente, in questi casi, basta creare i presupposti affinchè maturi. Sarà la gente a trascinare a quel punto, e la politica ad assecondare (o a fare finta di). Vale la pena, se avete una mezz'oretta da spendere, di rivedere questo documento. Cari amici americani, c'è poco da stare allegri.


domenica 1 maggio 2011

Scene (oscene) da un matrimonio - Prima Parte

________________________
► ASCOLTA ► ► ► _______________________________
_____________________

"William e Kate hanno detto sì." Eh e a me che me frega? "Come?! hanno detto sì!" eh dovevano dire no?! voglio vedere se lei diceva no, chiamala fessa... e comunque è sempre la solita storia, lo sfarzo, i pettegolezzi, ebbasta, non se ne può più. Menomale che sulla terra c'è rimasto qualcuno tosto che scrive canzoni di protesta "sono senza patrimonio, sono contro il matrimonio"... ah! s'è sposato pure lui.... e quando scusa? la settimana scorsa.... ah quindi non c'è rimasto nessuno... vabè sapete che c'è allora? lo dico io:

Odio i matrimoni, specie quelli degli sconosciuti. Dice "Ma come, è la figlia di zio Gino". E chi cazzo è zio Gino? poi vieni a sapere che è uno zio di tuo padre che hai visto na volta da lontano 17 anni fa ad un battesimo. E però ci devi andare, eh ti ha invitato. Perchè non si può declinare l'invito? E no, se no poi zio Gino s'offende. Che tu dici "ma io con zio Gino non c'ho mai parlato, meno di così che mi deve fà, non mi invita al funerale? eh capirai che dispettone!". E invece no, ti tocca dire sì pure a te, come William.

Odio le "cerimonie intime". 450 invitati. Tanto sotto il muro dei 500 puoi sempre dì che è na cerimonia intima. E già perchè quando ci si sposa si invitano tutti, ma proprio tutti i parenti, fino al quarto grado sicuro. E poi gli amici e gli amici degli amici, e ora anche gli amici di Facebook, tanto tutto fa numero. Pure gli ex, che quel giorno fanno di nuovo parte della famiglia. Almeno loro tireranno un sospiro di sollievo.

Odio gli abiti da cerimonia. E sì, perchè non ci vorrai andare mica con quel vecchio vestito che hai nell'armadio?! Che tu dici "Ma quale vecchio, il vestito l'ho comprato il mese scorso, per n'altro matrimonio. Messo una volta, una." E il problema è proprio quello, che ci sei andato a n'altro matrimonio. E non vorrai mica che gli altri si accorgano che ci vai con lo stesso abito, penseranno che se
i un pezzente, che non c'hai na lira. Che poi è vero, però insomma vediamo di non farlo sapere in giro possibilmente.

Odio il regalo di nozze. Che uno pensa "mo me ne esco co na cagata", no! c'è la lista nozze! cioè gli sposi si so' già comprati quello che gli pareva a loro, e l'hanno pagato coi soldi tuoi. Ovviamente hanno anticipato, pensa che gentili, tu devi solo andare al negozio e rimetterceli. Oppure puoi fare la busta, cioè prendi na busta da lettere, ci infili dentro un po' di quattrini e, stile INPS, e gliela rifili. Anzi toh ti do la tessera bancomat direttamente, il codice è 135 135 e fai che cazzo vuoi.

ASPETTANDO GODOT

Odio il giro dei saluti in chiesa. Perchè metà delle gente lì dentro mi sta sui coglioni (ma solo perchè l'altra metà non ho la più pallida idea di chi sia). Mi raccomando, sorridi, fingi entusiasmo, e soprattutto fa finta di conoscere tutti! in un modo o nell'altro sono tuoi parenti, ricordatelo, e gli altri comunque lo diventeranno a breve. Bello, siccome ne avevo pochi... sto a fa' n'affare.

Odio la passerella delle donne. Arrivano in chiesa manco fossero a na sfilata di Dolce e Gabbana. E poi te le senti "Come sei elegante cara", tanto è na frase che va sempre bene, sia quando pensi "quel vestito sembra fatto di merda secca" che quando pensi "quella lurida puttana ha l'abito più bello del mio". Ormai i furti conviene farli nelle chiese, dice per gli ori sacri, no durante in matrimoni, è un po' come svaligiare 10 boutique in una botta sola. Per il ladri è una manna dal cielo.

Odio attendere la sposa. Cazzo mettete a fare ore 10 sull'invito se poi si comincia sempre a mezzogiorno?. Vedi, è che le tradizioni sono le tradizioni, magari possono essere un po' idiote, ma è quello il bello della tradizione, una stronzata che uno fa solo perchè l'ha fatta uno prima di lui. La sposa ad esempio si sa che si fa attendere, si sa. E io si sa che mi romperò i coglioni, che ne parliamo a fare?!

Odio gli abiti nunziali. Guardare lui che riesce a sentirsi figo anche conciato in quel modo, un po' alla Camillo Benso Conte di Cavour, un po' alla Al Capone in vacanza, un po' alla metre di quarta categoria. Un abito che tralatro non metterà mai più, perchè con quel vestito sarebbe ridicolo in qualsiasi altra circostanza della vita. E vogliamo parlare di lei? che ha speso 5 mila euro per sembrare Barbie Raperonzolo. Beh volevi il matrimonio da fiaba? quella sempre na fiaba è no?!

Odio le conversioni improvvise. Lei, mai andata a na messa, ha però sempre sognato il matrimonio in chiesa, con l'abito bianco e il velo e i fiori, magari anche senza prete, però i fiori cazzo ci devono stare. Lui, prima d'ora sapeva solo che Cristo era una imprecazione, e quindi, dopo un corso accelleratissimo di catechesi prematrimoniale, quest'oggi fa battesimo, comunione, cresima e matrimonio nello stesso giorno. Che poi fare tutto assieme conviene pure, ti togli il pensiero na volta per tutte e ti danno anche l'estrema unzione in omaggio, così te la trovi fatta pure quella, 'nze sa mai.

LA COMPAGNIA DELL'ANELLO

Odio il fotografo matrimonialista. L'uomo dal gusto più tremendo del pianeta terra. Le pose più innaturali stai tranquillo che le sa tutte. Lui è un vero professionista, lavora in squadra. Appena arriva la sposa si accendono 4 fari alogeni, spuntano 3 cameramen 4 fotografi e due tecnici del suono che tu dici "ah allora è tutto finto, stanno girando un film". No, è la sposa ci tiene che sia immortalato tutto, dal primo all'ultimo istante. E per questo paga questi uomini-ombra affinchè seguano gli invitati pure quando vanno al cesso. Vorrei pisciare un attimo, se gentilmente può spegnere se no non mi viene grazie.

Odio la funzione. Un'ora e venti di ritrito predicozzo sull'amore, "io prendo te, tu prendi me", "beccate st'anello", le mamme degli sposi che piangono, i testimoni che soffrono (un'inculata fare il testimone, perchè là davanti ti becchi tutto il calore dei faretti, e devi pure fare finta che ti interessi)... ma c'è lì dentro qualcuno che la sta a seguì sta manfrina? No perchè vedi gente che chiacchiera, ridacchia, alcuni borbottano sottovoce la formazione dell'Inter tanto dice sembrerà un rosario alla madonna. Boh.

Odio il bacio degli sposi. L'unico momento che sembra destare un attimo la platea. Essì il momento soft-core non se lo vuole perdere nessuno. Ma perchè io sposo dovrei baciare mia moglie davanti a un prete, 3 telecamere e 450 invitati, che è il Grande Fratello? Devo dimostrare davanti a Dio di non essere ricchione?
Che poi alcuni, così quasi a sfregio, lo fanno con la lingua in evidenza, come a dire "tiè, mo è mia moglie e posso trombarmela pure sull'altare".

Odio il lancio del riso. Cioè, normalmente se esco di casa e trovo uno che mi butta del riso negli occhi gli do un calcio nelle palle non gli dico certo "oh grazie, mi sarà di buon auspicio". Ma quando ci si sposa è bello anche farsi male da subito. Così ti abitui magari. Che poi poverini non mi hanno fatto niente sti cristi. E invece vedo che c'è gente che non lancia il riso dolcemente dal basso verso l'alto, stile coriandolo, ma lo spara con violenza dall'altro verso il basso, stile schiacciata di Mila e Shiro. E questa abbiate pazienza è vendetta, non è augurio.

Odio il lancio delle colombe. Essì dopo il vegetale per par condicio c'è l'animale. Che pena poi ste bestie chiuse nelle scatole come fossero sardine vive, non è che solo perchè oggi stiamo soffrendo noi devono soffrire pure loro eh. Ma alla fine vengono liberate, mentre gli sposi si sono appena inguaiati nel sacro vincolo loro volano libere felici.
Ti fanno quasi invidia. Che poi na volta ho chiesto a uno "ma ora che fine fanno, si suicidano in bocca ai randagi, si trasformano in piccioni?" dice "no, tornano, fanno altri matrimoni", essì c'hanno il contratto a tempo indeterminato, almeno loro.

....continua....