Bin Laden è morto, l'hanno fatto fuori gli americani. Probabilmente il capro espiatorio cominciava ad essere inutile, se non scomodo. Obama è contento, gli americani pure. Qualche poveretto, figlio delle persone morte nel crollo delle Torri Gemelle, esulta, si sente vendicato. Gli vogliamo lasciare questo sentimento, legittimo, consolatorio. Tanto si disse su quell'attentato, forse troppo. Così tanto che all'epoca chi sosteneva la tesi dell'attacco dall'interno fu bollato come "il solito complottista". Oggi l'argomento torna d'attualità, ma sembra che non sia cambiato niente. Oggi, forse, rileggere certi passaggi dà loro un senso più compiuto, più comprensibile. Si possono ammazzare migliaia di persone per legittimare, davanti all'opinione pubblica, una guerra che, come tutte le guerre, ha un movente esclusivamente economico, politico, di controllo delle risorse? Il sentimento di paura e di vendetta è il volano più efficiente, in questi casi, basta creare i presupposti affinchè maturi. Sarà la gente a trascinare a quel punto, e la politica ad assecondare (o a fare finta di). Vale la pena, se avete una mezz'oretta da spendere, di rivedere questo documento. Cari amici americani, c'è poco da stare allegri.
martedì 3 maggio 2011
Mi sa che abbiamo ucciso quello sbagliato...
Bin Laden è morto, l'hanno fatto fuori gli americani. Probabilmente il capro espiatorio cominciava ad essere inutile, se non scomodo. Obama è contento, gli americani pure. Qualche poveretto, figlio delle persone morte nel crollo delle Torri Gemelle, esulta, si sente vendicato. Gli vogliamo lasciare questo sentimento, legittimo, consolatorio. Tanto si disse su quell'attentato, forse troppo. Così tanto che all'epoca chi sosteneva la tesi dell'attacco dall'interno fu bollato come "il solito complottista". Oggi l'argomento torna d'attualità, ma sembra che non sia cambiato niente. Oggi, forse, rileggere certi passaggi dà loro un senso più compiuto, più comprensibile. Si possono ammazzare migliaia di persone per legittimare, davanti all'opinione pubblica, una guerra che, come tutte le guerre, ha un movente esclusivamente economico, politico, di controllo delle risorse? Il sentimento di paura e di vendetta è il volano più efficiente, in questi casi, basta creare i presupposti affinchè maturi. Sarà la gente a trascinare a quel punto, e la politica ad assecondare (o a fare finta di). Vale la pena, se avete una mezz'oretta da spendere, di rivedere questo documento. Cari amici americani, c'è poco da stare allegri.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento